Proteste, dimostrazioni e boicottaggio: simboli di gioventù in Italia, anche solo grazie ai recenti fatti nelle piazze italiane in solidarietà al popolo palestinese. I dati parlano chiaro: lз giovani italianз si interessano alla politica, ma la partecipazione generale è calata. Lз italianз non votano, non partecipano a discussioni su questi temi, la politica diventa quasi un tabù per alcuni, mentre in altri vediamo un’ignoranza quasi totale rispetto al panorama politico contemporaneo.
Dove può arrivare un paese in cui la partecipazione politica continua a diminuire? Quali sono le conseguenze di ciò?
Partecipazione politica in Italia: i dati e il gender gap
Secondo i dati Istat del 2024 riguardo la partecipazione politica, il 54,1% degli uomini e il 42,5% delle donne si informano con regolarità di politica: queste percentuali sono calate rispettivamente del 12,6% e del 5,7% rispetto al 2003.

Anche se il gender gap per l’informazione quotidiana si alza al 18,6%, quindi le donne che si informano ogni giorno sono meno degli uomini, il trend generale mostra come il gap tra i due sessi è diminuito negli anni. Anzi, la percentuale di donne che non si informano mai di politica è rimasta stabile, dal 33,7% nel 2003 al 33,4% nel 2024, mentre per gli uomini è aumentata di 7,4 punti percentuali, passando dal 17,7% al 25,1%. Questo trend si ritrova anche nel discutere regolarmente di politica: la percentuale per le donne è rimasta stabile – da 24,4% a 23,6% – mentre per gli uomini è calata dal 43,7% al 34,7%.
Quindi, anche se i numeri ci dicono che lз italianз si interessano di meno di politica, possiamo vedere un lato positivo: per le donne questo calo è meno significativo, indicando la loro volontà di rendersi partecipi nella vita politica del loro paese e contribuendo a una convergenza nei modelli di partecipazione politica di uomini e donne.
Meno partecipazione politica – ma perché?
Perché la partecipazione politica sta calando? Secondo i dati Istat, lз cittadinз sono semplicemente disinteressati alla politica (63%) o, addirittura, sfiduciosi nei confronti dei politici e dei partiti (22,8%), mentre circa l’8% della popolazione definisce la politica troppo complicata da seguire. Inoltre, queste percentuali sembrano legate proprio al grado di istruzione dellз cittadinз , ma non come si pensa di solito. Spesso il disinteresse per temi di politica e attualità si associa a un grado di istruzione minore, ma in questo caso un livello di istruzione maggiore indica un minor tempo per informarsi riguardo la politica.

I fattori che più influenzano l’interesse – o l’assenza di esso – alla politica e all’attualità sono molteplici, senza differenze tra donne e uomini:
- Giovane età
- Non partecipazione al mercato del lavoro
- Basso titolo di studio
- Vivere nel Mezzogiorno
Spesso anche il fattore famiglia ha a che fare con questo fenomeno: gli interessi politici spesso sono simili in famiglia, con i vari membri che si influenzano a vicenda. Infatti la politica non è un fenomeno individuale, ma societario e condiviso con gli altri. In più di una famiglia su 10 nessun componente si interessa alla politica e/o non si informa in modo periodico, rendendolo un fenomeno contenuto ma comunque esistente (11,5%-13,1% delle famiglie italiane, a seconda del nucleo più o meno numeroso).
Nuove opportunità: come ovviare a questa crisi
Leggendo questi dati, se si è interessatǝ alla politica e al futuro del proprio paese, si è scoraggiati verso di esso e verso i nostri concittadini, arrivando ad avere paura per il sistema democratico, ma la lotta è appena cominciata. Ci sono continuamente nuove opportunità per attrarre nuove persone al mondo della politica e al processo decisionale democratico. Attraverso nuove tecnologie come i social media, la politica si avvicina alle persone, soprattutto le più giovani, che riescono a capire e comprendere come funziona il nostro paese, come sono strutturati i partiti politici e quale parte li rappresenta di più.
La maggioranza di chi utilizza i social media per esprimere opinioni politiche si informa regolarmente di politica (54,9%), con percentuali simili di donne e uomini. Il modo di partecipare alla politica sta cambiando, e per molti giovani italiani una “scappatoia” sembra essere proprio l’utilizzo di social media. Forse sembrerà un metodo particolare e forse inefficace, ma i social hanno dimostrato di essere esattamente quello di cui lз giovani hanno bisogno: delle piattaforme sociali in cui esprimersi e informarsi.

Un esempio perfetto è l’organizzazione delle proteste Propal dello scorso ottobre 2025: attraverso i social, ragazzi e giovani adulti da tutta Italia si sono messi d’accordo per scendere nelle piazze e portare cambiamento, tutto in solidarietà per il popolo palestinese.
Spesso queste crisi sembrano insormontabili, allontanano lз giovan3 dalla politica e da quello che veramente succede nel paese, ma soprattutto dai processi decisionali che rendono concretamente partecipi i cittadini. Proprio sfruttando nuove tecnologie e nuovi metodi, come gli influencer, le persone possono vedere la politica come un mondo vicino a loro, totalmente raggiungibile e a cui possono partecipare.

